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Conte: "Criticate me, ma l'Inter non si tocca. Scudetto? Non facciamo calcoli"

di Antonio Vistocco
Fonte: Tuttomercatoweb
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L'Inter che vince da undici partite di fila in Serie A e viaggia veloce verso lo scudetto, domani affronterà il Napoli di Gennaro Gattuso al San Paolo. All'andata 1-0 con gol su rigore di Romelu Lukaku. A breve il tecnico dei nerazzurri, Antonio Conte, presenta la sfida contro i partenopei dalla sala stampa del Suning Training Centre di Appiano Gentile.

Buon pomeriggio mister: che gara si aspetta contro una squadra molto in forma come il Napoli? - "Una gara impegnativa, avrebbero tutto per lottare per posizioni più alte e poi c'è Gattuso, per me un bravissimo allenatore"

L'Inter potrebbe anche permettersi di pareggiare a Napoli: si arrabbierebbe se i suoi giocatori anche solo valutassero l'ipotesi? - "Mancano ancora dei punti per arrivare a una meta molto ambiziosa, andiamo a giocarci la partita per ottenere una vittoria, lo stesso farà il Napoli. Poi vedremo quale sarà il risultato, non possiamo fare i ragionieri, anche perché per esperienza dico che diventerebbe deleterio"

Quanto danno fastidio le critiche? - "Ho capito che a prescindere sono io il problema, l'importante è che non tocchino l'Inter"

Quale rischio non si deve correre? - "Di non leggere troppo, si sta dando per scontato che lo scudetto sia cosa fatta. Conosciamo i nostri sacrifici, dobbiamo rimanere umili, vale anche per i nostri tifosi. Mancano ancora degli step per arrivare a coronare un sogno"

Cosa pensa, estendendo la considerazione in generale, della situazione legata a Gattuso che oggi vive sulla graticola nonostante la vittoria di un titolo qualche mese fa? - "Il Napoli ha una delle rose più importanti della Serie A, a inizio stagione l'ho messa tra le candidate per la vittoria finale. Rino sta facendo bene, ma sappiamo tutti, me compreso, che questo è stato un anno particolare. Bisogna valutare ogni dettaglio, ogni situazione poco piacevole. Quello dell'allenatore resta il mestiere più difficile. Ai miei giocatori, quando mi chiedono consigli sul futuro, dico di prepararsi a soffrire se intendono continuare il loro percorso su una panchina. I giudizi a volte potrebbero essere giusti, altre volte meno"

Sono stati solo i risultati a far cambiare la percezione di chi criticava lei e la squadra? - "Sì, solo quelli"

Lukaku all'Inter è diventato un altro calciatore. Domani affronterà uno di quei difensori che può davvero metterlo in difficoltà come Koulibaly: in una partita così che consigli può dargli? - "Parliamo di uno dei tre difensori più forti al mondo, non a caso quando ero al Chelsea volevo portarlo a Londra. D'altra parte Romelu è cresciuto tantissimo, ma servirà sempre lavorare di squadra"

Quanto è stato importante trovare un undici così stabile? - "Ogni squadra deve avere un'identità che riesci a ottenere solo insistendo su un sistema ben preciso. Poi esistono i principi che si possono adattare a un sistema, ma penso che lavorando su uno di questi diventa più semplice apprendere i meccanismi per i calciatori. Una squadra si deve riconoscere: più certezze si hanno, meno stravolgimenti subiranno i giocatori in campo"

Perisic può giocare dall'inizio? E Vidal come sta? - "Ivan è totalmente rientrato da giovedì in gruppo, l'infortunio è ormai smaltito ed è a disposizione. Arturo con Kolarov, che ha un problema alla schiena, lavora a parte per smaltire l'edema al ginocchio"

Il Napoli è forse la squadra che può mettervi più in difficoltà? - "Ci sono momenti in cui attacchi e fai soffrire, altri in cui soffri e difendi. Il Napoli ha qualità, hanno aggiunto calciatori importanti e pagati anche tanto come Osimhen. Affrontiamo una squadra forte, ma anche noi vogliamo dimostrare di esserlo. Ricordo la gara di Coppa Italia quando, pur dominando a San Siro, alla fine abbiamo perso: uscimmo dalla competizione, loro arrivarono fino in fondo e conta solo questo"

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